Nel 2016 la Colombia si è aggiudicata il premio “paese dell’anno”, secondo il settimanale inglese “The Economist”. Il motivo risiede nell’importanza che rappresenta per il paese sudamericano –e non solo- la fine del conflitto tra il governo colombiano e le FARC, un’organizzazione guerrigliera di stampo marxista presente nel territorio da oltre 50 anni.

Un primo accordo di pace firmato dal Presidente colombiano Juan Manuel Santos, Premio Nobel per la Pace 2016,  era stato rifiutato dalla maggioranza degli aventi diritto al voto in occasione del referendum dello scorso 2 ottobre. Nuovi negoziati hanno portato alla firma di accordi di pace che hanno tenuto conto di alcune delle obiezioni sollevate dal fronte del no e che lo scorso novembre sono stati approvati dal parlamento colombiano. Sebbene i recenti accordi raggiunti presentino lacune e non siano stati sottoposti ad un secondo referendum popolare, la guerra che ha logorato internamente il paese negli ultimi decenni si è finalmente conclusa.

Inoltre, secondo uno studio realizzato dal DNP, il Dipartimento di Pianificazione Strategica del Governo della Colombia, l’accordo di pace potrebbe triplicare gli Investimenti Esteri Diretti nel paese, raggiungendo la cifra di 36 miliardi di USD e stimolando il corrispondente tasso di crescita annuale del 5,9%.  

La Colombia pertanto non può che considerarsi vincente tanto sul fronte interno quanto su quello internazionale e sia dal punto di vista politico che dal punto di vista economico.